Kit di sopravvivenza autunnale

 

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Dopo il Kit di sopravvivenza estivo non poteva mancare quello autunnale! ecco le serie tv, i film, i libri, la musica e le cose random che mi hanno migliorato questi mesi uggiosi.

SERIE TV

“When we rise”

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Una mini serie tv docu-drama di quattro episodi, prodotta da ABC e distribuita in italia da Sky (la potete ancora trovare su Sky on demand). When we rise racconta la nascita dei diritti lgbt in America, la lotta contro l’Aids e contro i pregiudizi che hanno interessato intere generazioni. una serie commovente e toccante che ci racconta la storia di un gruppo di attivisti dalla giovinezza all’età adulta, che siate interessati ai diritti gay o meno, che siate omesessuali, etero, o qualsiasi altra cosa vogliate questa serie non vi deluderà!

 

“Stranger Things”

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Dopo l’uscita della seconda stagione e il chiacchericcio che ne è risultato non ho potuto non provare ad iniziare questa serie tv ormai diventata un must grazie ad all’ ambientazione anni ottanta, all’intreccio alla Stephen King ed ai suoi attori giovanissimi e bravissimi. Sconsigliata per i deboli di cuore (come me) a meno che (sempre come me) non siate disposti ad affrontare le vostre paure per dare una chance ad una delle serie tv più belle degli ultimi anni.

FILM

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Più che un bel film una gioia per gli occhi, se infatti su certi punti della trama risulta leggermente banale (nonostante un importante colpo di scena, di cui però non voglio rivelare nulla), la fotografia e le ambientazioni sono veramente suggestive e quasi poetiche. Non fatevi spaventare dalla durata, il film scivolerà via velocemente tra un’ambientazione apocalittica e l’altra, Ryan Gosling inoltre dimostra ancora una volta di non essere solo un belloccio ma di essere anche un attore eccellente!

 

LIBRO

“Stoner” di John Williams

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Un bel libro che secondo me però è lontano dall’essere un capolavoro come molti lo definiscono, è la storia della vita di un professore universitario della Columbia con i suoi alti e bassi. L’elemento più bello e interessante è la passione con cui il protagonista studia e insegna la sua materia cioè letteratura inglese, a dispetto di tutto e di tutti: anche della vita. Una lettura scorrevole adatta ad una domenica piovosa sul divano, con in mano una tazza di thè.

 

 

MUSICA

Oasis

Soprattutto Ottobre per me è stato sinonimo di Oasis, grazie a Spotify ho riascoltato buona parte della loro discografia che mi è sembrata perfetta per accompagnare sia skmbt_c22014021810370i giorni di pioggia che quelli di sole. Ultimamente si parla di una loro imminente reunion ma vedendo i rapporti come sempre difficili fra Noel e Liam, direi che siamo ancora molto lontani da un eventuale riappacificazione!

 

 

RANDOM

Goodreads

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Un’applicazione che funge da libreria virtuale dotata di scaffali cioè liste varie, ma anche da Wishlist per i libri, che si possono recensire e votare. Potete inoltre seuguire le persone che credete possano avere i vostri stessi gusti letterari per prendere spunto dalle loro letture e creare “challenge” per darvi un obbiettivo di libri da leggere in un anno.

 

 

*seguimi su instagram! @crederenelvuoto*

 

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“120 battiti al minuto” di protesta e amore

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“120 battiti al minuto” di Robin Campillo è il film candidato agli Oscar dalla Francia per la categoria miglior film straniero, è ispirato ad una storia vera: quella di un gruppo di attivisti dell’associazione “Act Up – Paris” nata a Parigi negli anni novanta, sulla scia di quella di New York, per combattere la disinformazione sull’Hiv e promuovere la prevenzione e la ricerca. I protagonisti sono giovani omosessuali per la maggior parte sieropositivi e  in particolare seguiamo la storia d’amore di due di loro Nathan e Sean (sieropositivo).

Gli attivisti di Act Up ( non solo ragazzi e ragazze ma anche familiari dei malati) compiono manifestazioni e provocazioni per contrastare l’indifferenza generale e uno stato che si rifiuta di vedere e ammettere che una parte consistente della sua popolazione sta morendo, per una vera e propria epidemia che colpisce più categorie e che uccide soprattutto i giovani. La storia d’amore fra Nathan e Sean si svolge proprio sullo sfondo di queste proteste e di questi dibattiti ma è anche uno sfondo di malattia e morte, di incertezza e paura per un futuro che sembra sempre più irraggiungibile.

Tra funerali di amici, azioni di disturbo e proteste contro le case farmaceutiche Campillo ci racconta anche l’evoluzione della malattia che in poco tempo distrugge le vite e i corpi di giovani che hanno avuto la sola colpa di essersi amati nel pieno della disinformazione. Questo non è un film drammatico, è un film straziante che porta sullo schermo la morte di giovani ragazzi lasciati soli dallo stato a lottare contro un’avversario praticamente imbattibile; ragazzi che lottano e vivono e si amano a dispetto di tutto e di tutti e che hanno contribuito a portare alla luce e mettere davanti agli occhi di tutti il dramma dell’Aids.

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Captain Fantastic e il coraggio di vivere a modo proprio

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Captain Fantastic parla di vita vera attraverso un’ideale di vita estremo, racconta di come a volte i rapporti umani possano essere molto difficili e complicati e di come fare i genitori non sia per niente una passeggiata.

La storia è quella di una famiglia numerosa e variopinta composta da un padre e sei figli che vivono nella foresta nord americana cacciando, leggendo saggi di storia e di politica, suonando e cantando intorno al fuoco; Ben, il padre (Viggo Mortensen) allena i figli a sopravvivere alle situazioni più estreme e a combattere e lo fa con allenamenti e ritmi di vita discutibili. La mamma è dovuta andare lontano, è stata ricoverata per una malattia mentale: il bipolarismo.

La vita famigliare scorre serena fino a quando un giorno arriva una tragica notizia: la mamma è morta, si è suicidata e i suoi genitori non vogliono che la famiglia partecipi al funerale, perchè non condividono quella vita fuori dall’ordinario che conducono nella foresta.

Da questo tragico avvenimento si sviluppa la storia, un’avventura, un viaggio su un pulmann vintage che ricorda molto il volkswagen giallo di “Little miss sunshine”: bisogna andare al funerale della mamma, bisogna far rispettare le sue ultime volontà. I ragazzi però che hanno sempre vissuto nella foresta non riescono ad adattarsi bene al mondo reale, si scontrano con quello che per noi è banale e quotidiano e che per loro è invece strano e inusuale, proprio questo scontro con la realtà fa maturare in alcuni di loro la consapevolezza che c’è di più al di fuori della foresta e che anche se sanno sopravvivere a qualsiasi situazione estrema non sanno come affrontare la normalità.CAPTAIN FANTASTIC

Il film è geniale perchè ci mostra l’assurdità del loro modo di vivere ma anche quella delle famiglie “moderne” e civilizzate come le nostre e della società contemporanea. E’ un inno a vivere la propria vita come si vuole, un inno all’amore e anche al cambiamento in nome dell’amore, perchè nessuno è giusto e nessuno è sbagliato ma a volte bisogna saper cambiare per migliorare.

imperdibile la versione di “Sweet Child o mine” del film https://www.youtube.com/watch?v=Zdh2hot8rjU

Un libro da non lasciarsi scappare: “Il cardellino” di Donna Tartt

9788817072380_0_0_1505_75Lo so, ho da poco scritto una recensione su “Dio di Illusioni” e forse dovrei cambiare autore… peccato che “Il Cardellino” mi abbia fulminata, ottocento pagine che scorrevano fra le mie dita senza che io me ne accorgessi. In una/due settimane l’ho finito, e pensare che l’avevo comprato dicendomi che era un vero e proprio mattone e che sarei riuscita a finirlo nell’anno del duemilamai (dato che io sono un’esperta nel lasciare i libri a metà); invece eccomi qui, a parlarvi di uno dei libri che è entrato di diritto nella lista dei miei libri preferiti.

Il protagonista del Cardellino è Theo Decker, che seguiamo dall’infanzia all’età adulta, Theo non è il solito protagonista dei romanzi di formazione e questo infondo non credo possa essere considerato un vero e proprio romanzo di formazione nonostante sia stato paragonato ai libri di Charles Dickens. Theo è infatti come i protagonisti  di Oliver Twist e di Grandi Speranze, un orfano, prima di tutto orfano di madre a causa di un’evento che sconvolgerà la sua vita e la sua psiche condizionando le sue scelte future: un’esplosione all’interno del Metropolitan Museum di New York , proprio in questa occasione oltre a perdere la madre si ritrova a “rubare” il dipinto “Il Cardellino” di Fabritius che lo accompagnerà per tutto il romanzo.

Non voglio rovinare a nessuno la lettura di questo capolavoro premio Pulitzer 2014, per questo mi limiterò a dirvi perchè secondo me nonostante la mole che potrebbe giustamente spaventare, questo sia un libro imperdibile:

Innanzi tutto Theo non è un orfanello innocente come quelli dickensiani, la tragedia lo ha sconvolto talmente tanto che fin da piccolo cade vittima di alcool, droghe e depressione, d’altronde come può un bambino sopravvivere indenne ad una tragedia di tale portata? Theo è fondamentalmente solo al mondo: con dei nonni a cui non importa niente di lui e un padre alcolista e giocatore d’azzardo che nonostante provi ad occuparsi di lui non riesce a dargli l’affetto e le attenzioni che un figlio meriterebbe. Nella sua solitudine Theo incontra però un altro ragazzino come lui: Boris, solo anche lui con un padre alcolizzato e violento, e che cosa può accadere quando due solitudini si incontrano? non si colmano, ma si stanno vicino a tutti i costi perchè sanno cosa significa perdere qualcuno. Ed è così che nel deserto di Las Vegas tra alcool e droghe nasce la loro amicizia, o meglio, il loro rapporto esclusivo e ambiguo che tornerà a farsi vivo lungo tutto il libro: l’amicizia fra questi due ragazzi soli è secondo me la cosa più bella e dolce della storia. Un’altro rapporto importante per Theo è quello con Hobie, l’unico adulto che lo accoglie con affetto nel momento del bisogno, che lo toglie dalla strada e gli dà un futuro: forse perchè anche in questo caso anche lui si sente solo? un’altro aspetto che mi è piaciuto è che per il protagonista non ci sia redenzione; non sono d’accordo con chi vede nelle ultime pagine del libro un Theo redento e positivo, per lui la vita è ancora un muro contro cui scontrarsi, un universo indecifrabile pieno di dolore e morte che ci costringe nonostante tutto a buttarci a capofitto al suo interno. Un bellissimo libro che contiene qualche pecca a mio avviso: non mi è piaciuto il rapporto che Theo instaura con Pippa e la sua attrazione morbosa per questa ragazza che in fondo, non ha niente di speciale, è sempre descritta come una fatina ferita da quello che le è accaduto (anche lei è stata coinvolta nell’esplosione al museo) ma non c’è per il suo personaggio un vero e proprio sviluppo, una crescita, non riesce a catturare anche il lettore oltre che Theo. Un altro lato negativo sono le tirate filosofiche tipiche della Tartt, bellissimi i concetti, ma espressi in maniera troppo intricata e poco chiara, peccato!

Nonostante ciò “Il cardellino” è una calamita: proprio come il quadro protagonista che attira a sè chi lo ammira, il libro aggancia il lettore e lo trascina nel suo mondo. Alla fine vi sembrerà di aver lasciato degli amici e se le ultime pagine non vi commuoveranno, non so cos’altro potrebbe farlo.

 

 

 

Dunkirk: non il solito film di guerra

 

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Quattrocentomila, è questo il numero di soldati inglesi e francesi ma prima di tutto di uomini, che nella primavera del 1940 si sono riversati sulla spiaggia di Dunkerque(Dunkirk in inglese) per sfuggire all’esercito tedesco, nell’attesa che la marina britannica li prelevasse per trasportarli finalmente a casa oltre il canale della manica secondo quanto stabilito dall’operazione “Dynamo”.

A quanto pare erano anni che Cristopher Nolan progettava di girare un film su Dunkirk, e quando finalmente si è deciso a farlo non ha voluto dirigere un film di guerra convenzionale: Dunkirk è stato girato alternando Imax e 65mm (pellicola) per coinvolgere al massimo lo spettatore e il coinvolgimento è garantito anche dalle musiche di Hans Zimmer: compositore fedele di Nolan che per lui aveva già curato la colonna sonora di alcuni suoi film come Inception e Interstellar.

Il film è ambientato in tre tempi differenti e in tre situazioni differenti: il molo (una settimana prima dell’evacuazione), il mare (un giorno prima) e il cielo (un’ora prima). Nella prima parte a terra il nemico è ovunque ed è praticamente invisibile: arriva a sorpresa dal cielo preceduto solo da un sibilo e bombarda la spiaggia piena di uomini o silura in mare le navi che partono e la lotta per la sopravvivenza fra i soldati che devono imbarcarsi si fa disperata. In acqua le navi civili, tra cui una in particolare con i suoi proprietari fa da protagonJack Lowden Collins Tom Hardy Farrier Dunkirkista, vengono mobilitate nel disperato tentativo di riuscire a portare via gli uomini da quella maledetta spiaggia con qualsiasi mezzo possibile. In cielo invece si combatte un’altra lotta: quella tra gli aerei britannici e quelli tedeschi, questa è sicuramente la parte migliore: i combattiemnti aerei sono infatti incredibilmente realistici grazie alla tecnologia Imax con cui il regista ci porta davvero in aria e in cabina con i piloti.

Dunkirk non è come gli altri film di guerra soprattutto perchè non punta a commuovere con storie strappalacrime, la storia personale dei soldati infatti non ci viene raccontata e si fa quasi fatica a ricordare i loro nomi. Dunkirk commuove si, ma lo fa maxresdefaultin un modo diverso e quasi subdolo, la tragedia si compie davanti nostri occhi impotenti, Nolan ci rende partecipi della lotta per la sopravvivenza di quelli che potrebbero essere i nostri fratelli o i  nostri figli: per la maggior parte ragazzi spaventati che vogliono solo tornare a casa vivi.

 

Vi ritroverete sulla spiaggia con la paura che arrivi un aereo a bombardarvi, vi ritroverete in mare tra i superstiti che fuggono dalle navi silurate che colano a picco e con le imbarcazioni civili che tentano in tutti i modi di salvarli, vi ritroverete infine in cielo con i gli eroici piloti dell’aereonautica che mentre abbattono gli aeri nemici assistono dall’alto alla tragedia. Non vedrete l’ora di tornare a casa, non vorrete più ritornare neanche con il pensiero su quella spiaggia devastata in quell’atmosfera grigia piena di morte e disperazione ma, alla fine, anche di speranza.

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Una macabra bellezza: Dio di Illusioni di Donna Tartt

Dio di illusioni è il primo romanzo di Donna Tartt premio Pulitzer 2014, il protagonista principale e narratore è Richard: uno studente squattrinato con un infanzia passata in una grigia provincia americana e due genitori che non si curano di lui. Richard si iscrive al primo anno del college di Hampden e rimane subito affascinato da un gruppo di ragazzi che seguono un misterioso corso di greco tenuto da un altrettanto misterioso professore: Julian. Richard decide quindi di iscriversi a questo corso (non senza difficoltà) ed entra in contatto con questa cerchia ristretta ragazzi per la maggior parte ricchi ossessionati dalla bellezza e dall’antichità: Henry il leader del gruppo che vive staccato dal mondo reale in un universo fatto di lettere antiche, i due gemelli Camilla dalla bellezza quasi divina e Charles amico fidato (quasi) tutti, Bunny un ragazzo pieno di debiti che per questo vive sulle spalle di Henry in uno strano rapporto di dipendenza e infine Francis omesessuale represso: forse una delle poche figure positive del libro. I cinque ragazzi saranno trascinati in una spirale di eccessi e violenza, perennemente assuefatti dall’alcool e dalla droga e in totale ammirazione per il loro maestro e per gli antichi; cercheranno di imitare gli antichi riti dionisiaci e compiranno azioni abominevoli come l’assassinio. Richard è sempre un passo fuori dal gruppo, è diverso da loro per la sua classe sociale e alla fine sarà l’unico che riuscirà ad espiare in qualche modo i suoi peccati. Il protaotagonista è costantemente in bilico tra l’affetto e l’ammirazione smisurata che prova per i suoi amici e la presa di coscienza delle loro vere personalità perverse in particolare quella di Harry, l’architetto, il burattinaio che muove i fili del gruppo e trascina gli altri (comunque non senza colpe) nel buio che li segnerà a vita.

 Dio di illusioni non è un giallo, non è un thriller e non è un romanzo di formazione o forse, è tutte queste cose insieme. Sono seicento pagine che scorreranno tra le vostre dita con una rapidità  che vi stupirà e vi lascerà alla fine con l’amoro in bocca.

Kit di sopravvivenza estivo: ovvero come resistere al caldo, superare l’estate in città e godersi le vacanze

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Finalmente anche per me sono arrivate le ferie! come ogni anno aspettare Agosto è stata una prova di forza e con questo caldo ancora di più, ma adesso sono pronta a godermi le vacanze. Nel frattempo ho raccolto qui qualche must have per l’estate: un vero e proprio kit di sopravvivenza, un mix caotico di prodotti/libri/accessori/cibo e cianfrusaglie varie!

ghiaccioli e sorbetti: sono stati il mio salva vita soprattutto a giugno/luglio quando ancora dovevo abituarmi al caldo, io adoro la frutta esotica quindi ho puntato tutto su gusti come passion fruit, mango e ananas. cerco di prendere quelli con un’alta percentuale di frutta e una bassa percentuale di zucchero.

insalate di farro e riso: questo ovviamente non è un blog di cucina ma le insalate fredde mi hanno come ogni anno salvato la vita! la mia preferita in questo periodo è: farro, tonno,olive,pomodori e feta ma adoro tutti i mix di cereali e riso integrale in generale.

playlist 30 songs di Radio Deejay su Spotify: ascolto da sempre Radio Deejay e di solito in diretta, ma soprattutto quando faccio la doccia o semplicemente voglio sentire solo della musica faccio partire la loro playlist sempre aggiornata con le tutte le novità, perfetta anche in spiaggia..

libri: a questo argomenti ho dedicato un intero post “cosa leggere quest’estate” in cui potete trovare la mia personale lista di libri, a questa lista si sono da poco aggiunti “L’amica geniale” di Elena Ferrante e “La casa degli spiriti di Isabelle Allende.

fasce per capelli: come si può notare anche dalla mia foto profilo sono ossessionata dalle fasce per i capelli che quest’estate sono un vero e proprio must, se volete vedere quelle che cucio io personalemente vi invito a seguire @le_sartine su instagram!

cappelli a tesa larga: io ne ho due e in spiaggia li adoro, proteggono dal sole e permettono di “nascondere” i capelli che diciamocelo, al mare dopo una giornata di sabbia e sale non sono esattamente il top!

creme solari per pelle e capelli: abbronzarsi è bello ma bisogna farlo con cognizione quindi è sempre meglio proteggersi, in città uso il fondotinta liquido di Wycon con spf 37 o una creama viso protezione 30. Al mare, in piscina e in montagna porto sempre con me la protezione 50 in stick per i tatuaggi e una protezione 30 per le parti delicate come spalle, schiena e petto, ultimamente ho scoperto anche le protezioni per i capelli che permettono di mantenere vivo il colore anche al mare e proteggere i capelli dalla sabbia e dal sole, io sto usando la crema specifica di Collistar.

Maschera viso rigenerante di l’Occitane: non l’avevo mai utilizzata ma l’ho trovata in saldo e ho deciso di provarla, considerando che la mia pelle è intollerante alla maggior parte delle maschere viso mi sono lasciata convincere dagli ingredienti naturali e devo dire che me ne sono innamorata, se dopo una giornata di stress e caldo avete voglia di rigenerare la vostra pelle è davvero il massimo.

Sky on demand e Box sets: una risorsa inesauribile di film, programmi e serie tv, per le giornate in cui la temperatura è alta e ad uscire di casa si rischierebbe l’auto combustione!

E voi? qual’è il vostro kit di sopravvivenza estivo?