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Il Papa rivoluzionario: perché “ The Young Pope” è una serie imperdibile

 

Risultati immagini per the young pope JUDE LAW

 

Jude Law: solo questo nome mi aveva convinta a guardare almeno le prime due puntate della serie televisiva di Sorrentino “The Young Pope” in cui Jude, appunto, ha il ruolo del protagonista… ora posso dirvi con certezza, che se avrete la pazienza di superare i primi quindici minuti circa della prima puntata, capirete perché è una serie diversa dal solito, sorprendente e coinvolgente!

Se ancora non siete convinti ho provato a riassumere in pochi punti perché penso che sia una serie imperdibile:

  • La sigla: quando si dice “partire col botto” un omaggio all’arte, da quella del rinascimento a quella contemporanea con Cattelan e del suo Giovanni Paolo II schiacciato da un meteorite, il tutto condito da musica rock e colori forti.>
  • Gli attori: italiani e stranieri tra cui Jude Law (che sembra nato per questo ruolo), Diane Keaton e Silvio Orlando sono sicuramente i migliori, ma anche i meno famosi non deludono e i ruoli gli sembrano cuciti addosso.
  • La solitudine: che a detta dello stesso Sorrentino è il grande tema della serie, Lenny (Pio XIII) è un orfano perseguitato dal “fantasma” dei genitori che non ha mai conosciuto, questa sua condizione lo segnerà profondamente, in tutto ciò che dice e fa si puo’ leggere il dolore della perdita. Ma la solitudine non è solo quella del Papa ma di tutti gli uomini e le donne che vivono “esiliati” in Vaticano.
  • Le grandi incertezze: la fede di Lenny è debole, in pubblico si mostra come un fervente credente ma lui stesso al confessore rivela di non credere in Dio (per poi dire che era solo uno scherzo), si sente abbandonato da Dio come fu abbandonato dai suoi genitori; lui stesso dice “non vedo Dio perché non vedo mio padre”.
  • Il Papa è umano: nonostante la sua posizione e il suo potere il papa è debole e si deve confrontare con la rabbia e la tristezza ma anche con sentimenti di amore (come quello che nutre per la suora che l’ha cresciuto) e di compassione.
  • La fotografia: semplicemente spettacolare, i film e le serie che possono vantare inquadrature di questo livello sono pochi, e di solito hanno vinto l’oscar.
  • La musica: stessa cosa della fotografia, musica perfetta e moderna, mette l’accento sulle scene più significative.
  • E’ un film: sarà anche definita “serie tv”, ma The Young Pope è un film a tutti gli effetti, di una serie tv ha solo la suddivisione in puntate.

 

Se questi punti non vi bastano non vi resta che dargli una possibilità e provare a guardarlo…

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“Piuma”: la leggerezza di una commedia intelligente

 

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Quando ho preso i biglietti per l’anteprima gratuita di “Piuma” non mi aspettavo granchè, “sarà la solita stupida commedia italiana” ho pensato, invece sono stata smentita e ho trovato un film dolce e brillante, in cui non sai mai cosa aspettarti e ti chiedi “come andrà a finire?”.

Piuma è la storia di due ragazzi: Ferro e Cate, e di due famiglie (anzi tre) diametralmente opposte, da un lato il padre di Cate; che non sa tenersi un lavoro, simula un suicidio e spera che prima o poi la fortuna girerà dalla sua parte, dall’altro i genitori di Ferro una famiglia “tradizionale” con una mamma apprensiva, un nonno “saggio” e un papà che, grazie al suo accento toscano e alla sua incredulità di fronte alle decisioni del figlio, è uno dei personaggi più divertenti e meglio riusciti del film!

Ma le famiglie come abbiamo detto sono tre … perché i due ragazzi si trovano davanti ad un evento importante, un evento che ti cambia la vita, soprattutto a diciannove anni: una gravidanza inattesa. Piuma (cosi’ Ferro e Cate chiamano la bambina) o meglio, l’attesa di Piuma, è la vera protagonista della storia e il filo conduttore di tutto il film, un filo sottile e incerto che però riesce ad unire queste due famiglie all’apparenza incompatibili che si trovano costrette ad affrontare lo stesso problema: come faranno due diciannovenni ad occuparsi di un bambino?

Oltre alle difficoltà per l’arrivo di Piuma i due protagonisti si trovano a dover affrontare anche i normali problemi dei ragazzi della loro età: l’esame di maturità, l’amicizia, l’amore e il tradimento ma soprattutto l’incertezza del futuro e il confronto con il mondo reale fuori dalla scuola. Piuma è sinonimo di leggerezza ed è con leggerezza e fiducia nella vita che i due ragazzi affrontano questa nuova avventura, un leggerezza non sconsiderata, non senza timori e problemi, perché le delusioni sono dietro l’angolo.

Uno dei momenti più belli e poetici del film è sicuramente la storia del carico di ventottomila paperelle rovesciatosi in mare negli anni novanta ,una sorta di parabola che Ferro racconta a Cate come a volerle dire di non preoccuparsi: perché se delle paperelle di plastica riescono a sopravvivere per giorni in mare aperto anche loro due riusciranno ad affrontare i cambiamenti e quello che il futuro ha in serbo per loro.

Piuma è un film leggero ma anche intelligente, ci dimostra che non solo i film drammatici sanno trasmettere dei concetti interessanti. Con la sua dolcezza e semplicità Piuma ci fa ridere, piangere (per i più sensibili) e riflettere.

E’ proprio il caso di dirlo: beato il nostro cinema italiano che dopo anni di cine-panettoni e poco più, in un anno ci ha regalato film interessanti che possono competere senza problemi con quelli stranieri: Perfetti sconosciuti, Jeeg Robot, Veloce come il vento e in qualche modo anche Piuma, ci fanno tornare a sperare che per la “settima arte” ci sia speranza anche nel nostro paese.

Voto: 7.5

(Clip aneddoto delle paperelle: https://youtu.be/KjVKhPed0Z0)

 

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