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La rivincita dei fumetti: le graphic novel

Ammettiamolo: quanti pregiudizi esistono sul mondo dei fumetti? io personalmente li ho sempre snobbati e considerati dei surrogati “facilitati” dei libri, per chi non ha davvero voglia di leggere e vuole svagare un pò la mente, ma anche un modo per alcuni di sentirsi ancora bambini almeno per il tempo della lettura. Questo mese mi sono dovuta ricredere, ho iniziato per caso a leggere delle graphic novel cioè un genere del fumetto in cui le storie hanno la struttura di un romanzo, all’improvviso quasi tutti i miei pregiudizi sui fumetti sono scomparsi e ora..non posso più farne a meno! Ecco le tre graphic novel che ho preferito:

 

IL PORTO PROIBITO

Edito da: Bao Publishing

Di: Teresa Radice, Stefano Turconi

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Il mio preferito dei tre titoli che vi propongo è : “il porto proibito” una graphic novel che parla di mare, di seconde possibilità e di amore. Il protagonista è Abel un ragazzo recuperato in mare dopo un naufragio, la sua memoria è scomparsa, non ricorda niente del suo passato prima del naufragio. Abel viene salvato da un ufficiale e portato da lui nella locanda di tre sorelle il cui padre era un generale scomparso e accusato di aver rubato un tesoro abbandonando la sua nave e i suoi uomini, le tre ragazze avranno un ruolo fondamentale nella vita di Abel e nel suo processo di “guarigione” e recupero della memoria, oltre ad ospitarlo nella locanda diventeranno la sua nuova famiglia… Vari personaggi intrecciano la loro storia con quella di Abel ma la persona piu importante è sicuramente Rebecca una donna bella e intelligente che gestisce un bordello in paese e nasconde un segreto che svelerà solo ad Abel per aiutarlo a ritrovare la propria identità , questo segreto farà conoscere al ragazzo uno strano meccanismo per cui chi è meritevole può avere una seconda possibilità per portare a compimento il proprio destino.

Vi segnalo inoltre che in questi giorni è uscita l’artist edition.

 

Dopo una storia d’invenzione vi propongo due Biografie molto interessanti!

 

LEDA

“che solo amore e luce ha per confine”

Edito da: Coconino Press/Fandango

Di: Calaone, Satta, De Santis

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Leda racconta la vita di Leda Rafanelli una donna libera e coraggiosa, una scrittrice ed editrice anarchica esponente dei futuristi di sinistra e amante del pittore Carlo Carrà e forse anche di Mussolini. Una personalità forte e ambigua, quasi mistica, Leda visse per alcuni anni ad Alessandria d’Egitto e si convertì all’Islam. Consiglio questo libro in particolare alle donne che hanno voglia di conosce la vita di una donna forte e indipendente ma soprattutto di una donna controcorrente.

 

 

 

THE MONEYMAN

“La vera storia del fratello di Walt Disney”

Edito da: Tunuè

Di :  Alessio De Santa, Filippo Zambello, Lorenzo Magalotti, Giulia Priori e Lavinia Pressato

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Un’altra storia vera, questa volta ad essere raccontata è la vita di Roy Disney fratello di Walt Disney, suo fedele collaboratore che l’ha sempre supportato anche nei momenti più difficili. Walt era l’artista, il genio un po’ matto, mentre Roy era più lucido e capace di gestire le questioni legali e monetarie più delicate. Una bella storia di amore fraterno e nel contempo la storia di un sogno e di un talento, perché come dice Roy alla fine del libro: “Walt ci aveva illusi di poter restare per sempre ragazzi”.

 

Accetto volentieri consigli per nuove graphic novel da leggere

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Sing Street: l’amore a tempo di musica

Oggi vi parlo di un film irlandese in arrivo nelle sale il nove novembre Che ho potuto vedere in anteprima! Il film in questione è “Sing Street” di John Carney ed è stato presentato in Italia al Festival del cinema di Roma.

Partiamo dalla colonna sonora che, è proprio il caso di dirlo, è la colonna portante di questo film! Giochi di parole a parte, possiamo riascoltare qui alcuni dei grandi successi del passato dei: Duran Duran, Spandau Ballet, The Clash , A-ah e The Cure. Direi che già questa sfilza di nomi dovrebbe invogliarvi a dare una possibilità a questo film.

Sing Street potrebbe sembrare la solita commedia adolescenziale ma in realtà è un film profondo, malinconico e dolce. Il protagonista è Conor un quindicenne di Dublino la cui famiglia non è esattamente rose e fiori: i genitori stanno per divorziare e hanno problemi economici e proprio a causa di questi problemi Conor è obbligato a cambiare scuola e a frequentare un istituto ultra conservatore gestito da preti retrogradi e prevaricatori. E’ proprio davanti a scuola che Conor conosce Raphina una ragazza affascinante e misteriosa più grande di lui, decide quindi di provare subito a parlarle e quando scopre che vorrebbe fare la modella le propone di partecipare al nuovo video della sua band. Piccolo problema: lui non ha una band, non sa nemmeno suonare e non ha mai provato a cantare ma con l’aiuto di alcuni amici e soprattutto di suo fratello maggiore, che lo aiuterà a trovare la sua identità musicale e per tutto il film sarà in un certo senso la sua guida e il suo angelo custode, Conor riesce a formare una band di cui lui è il front-man. Ed è grazie a questa band che il ragazzo tenta in tutti i modi di far colpo su Raphina per farla innamorare, a discapito della differenza di età e del fatto che lei sia già impegnata; l’amore però non è tutto rose e fiori e anche la persona che a noi sembra perfetta nasconde debolezze e segreti…

Da questo incontro nasce un’avventura fatta di musica, amicizia e amore, un’avventura coinvolgente e a tratti commovente. Sing street affronta diversi temi: la situazione critica dell’Irlanda degli anni ottanta, il rapporto genitori – figli e quello tra fratelli, il bullismo e soprattutto l’amore con tutto quello che questo sentimento comporta; dalla felicità alla tristezza in un turbinio di emozioni che a noi spettatori fa venir voglia di innamorarci perdutamente come da ragazzini.

Credo che uno dei fili conduttori del film oltre all’amore e alla musica sia la fiducia: la fiducia in un futuro migliore, che per i protagonisti è costituita dal trasferimento a Londra, la fiducia negli altri e quella in se stessi che consente ai protagonisti di superare le difficoltà quotidiane.

Sing Street è adatto a tutti e per quanto mi riguarda è uno dei film migliori di quest’anno!

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